Tacita/mente
il ricordo di noi
volteggia
nell'oscuro baleno
d'inquieto istante,
il tempo di un sospiro,
svanisce la distanza
tra anime incostanti
e principia la danza
senza fine
di gioia sconfinata,
quando il cielo
sorride,
un passo a due,
infinito.
Siamo carcerati. Giustamente, ma animali in gabbia. Ci alziamo
sonnabuli in questa casa galera, disamorati girovaghiamo tra stanze di
vita in sospensione, rosario di perplessità e paura, avvinghiati da
sbarre incorporali di finestre dimenticate, alberi, viali sognamo,
assenza di gente, di vita, in quarantena siamo , e baci a distanza. Silenzio
monacale di video virali , aborriamo l'apocalisse in diretta streaming e
sospiriamo sorrisi virtuali, poco ma bastano, per essere pulsanti,
appassionati,vivi ancora. E deglutiamo pane e sangue di una
esistenza in stasi, senza anima, marsch, in quattro mura camminiamo
senza meta: quando, imploriamo, egocentrico sire sospeso, finirà la
nostra pena e saremo alfine positivi al contrario, puri al mondo? L' asettico arbitro tace, non sa, non dice. La nostra misericordia è questa, attesa vaga.
Tu mi tieni.
In fluttuante
abbandono
incanta le mie mani,
sorprendimi
nella tua
languida danza,
lucente mia follia,
lacerante
vertigo,
sfidami
quando scende la notte,
senza difese
sono.
Intima
oscillazione,
turbine di bellezza,
resilienti
volteggiamo,
noi,
amanti di sogni.
Fermare il tempo.
Tutto cambia,
tu,
rimani.
Visione assoluta,
tu
su di me.
Inquadra il mio cuore,
abbaglia il tuo fuoco
e mira
su di me.
Inganna e ferma
le tue mani
su di me,
Ho sognato nuvole in gioco, come bambini, danzavano tenendosi per mano e bianchi sorrisi per tutti, senza malizia. Ma perche' non si puo' gentilmente aiutare chi cade, trapassare la crepa di noi, di non sapere, non sentire non essere nulla, estranei a se' stessi, sollevarsi e provare a volare, mille ali, mille voli, e un' unica certezza, non essere soli, insieme?
Ora
d'aria, bar o prigione metaforica non importa, ho bisogno di staccare
psicologicamente il 'non lavoro' che amo ma che mi consuma in anima e
coraggio, non so se fuori ci sia il sole, la pioggia , la vita che mi
aspetta paziente, fuggevole ombra furtiva dimentica d'istanti, di
amori svagati, di tempo, il mio Tempo che vola via, ridendo...
Basta,
caffè ed indecifrabile folla, che mi consumi d' irragionevolezza,
adoro gente desolatamente sola, impudente digita schegge di memoria
digitale per non sentire il vuoto assoluto di una vita miseramente
normale, ecco , sono isole. Sole.
Ed
io non sono da meno, seduto al tavolino con il cell il mano, però ho
una scusante, un conoscente mi diceva che un amico della mia vecchia
scuola non sta bene, l' Omino delle Facce mi sorride e si apre un
mondo virtuale, falso come non mai ma lo sanno tutti, la regola del
gioco è questa e sia, giochiamo , nella nave che affonda.
Profilo,
trovato, sta bene, invecchiato , ma manda week end al mare, cene con
emeriti sconosciuti, n.n., nulla da dichiarare insomma, vediamo gli
altri amici del Liceo, anzi, ex -amici....
Come
volevasi dimostrare, non sanno nulla di me , della mia vita, ma mi
hanno inondato di notizie d'arte e di cultura, d'improbabile verità
, ecco, mi hanno riempito di pustole multicolori, vivaddio, meglio
scappare via, ai pochi amici strepelati che ho, li tengo non stretti,
strettissimi , alla mia vita, unica e sola che ho ma a me piace, e
stop.