Fiore d’estate ,
il fulgore dei lampi
s’inonda d’oro.
Il sole impudente entrava tra i raggi della finestra
scoprendo nel letto irrequieto l’intimità del suo corpo languido, la curva
distratta della lunga chioma corvina, le morbide braccia , l’ansa flessuosa dei
seni, le belle gambe ed il respiro calmo , immobile su una città incolore e meschina, strega cattiva d’inganni e di passioni.
Aprì piano gli occhi, sentì il suo sangue fluire dentro di sé , riemergere
alla coscienza una realtà sempre in bilico tra pietre e ricordi. Un giorno in
più, pensò, sgranato come perle di dolore nel filo di una quotidianità , la
sua, fatta di battaglie stupide, di
amori complicati, chimera impossibile di una tenerezza semplice, un porto
sicuro nel suo tempo fragile.
Bevve il suo
caffè, tossico, ,azzerò l’amnesia dei sogni della notte e si vestì con cura, lo
specchio rifletteva l’ immagine esteriore , stupenda, ma lei sentiva le crepe
sussurranti dell’ anima sua in fuga infinita. Uscì fuori, nel mondo in
guerra .
E combattè , vergine guerriera con fantasmi concreti , lupo tra i
lupi pronti a sbranarla , vinse ancora, fatale e letale come un bel fiore, una ‘belladonna’
che ,si dice, incanta e uccide.Infine si guardò intorno , vide ai suoi piedi i
cadaveri dei pallidi vinti e sorrise, soave.
Vittoriosa arrivò a casa, chiuse
la porta dietro a sé ma restò stremata e persa . Vide avvicinarsi la sua notte,
come le altre, dimentica , e il magico fiore accartocciarsi e morire
lentamente, insieme alla sua vita, immemore.
L’amore è
lotta ,
intreccio
di mani esitanti,
di baci sottratti ,
lama di coltello ,
gelosia
nomade,
violenta
guerra
d’istinto
assurdo,
sfamati
ed inquieti .
E’ l’unico
sogno,
tra cielo
ed inferno,
distante
meteora
tra noi,
nero
sole.
Un’ombra clandestina
m' accompagna,
viene cortese ,
non va via,
dolce amica mia
di sempre.
E sono sola ,
nel giorno
dei miei giorni .