lunedì 2 marzo 2020
mercoledì 26 febbraio 2020
Ho Sognato Nuvole
Ho sognato nuvole
Ho sognato nuvole
in gioco,
come bambini,
danzavano
tenendosi per mano
e bianchi sorrisi
per tutti,
senza malizia.
Ma perche'
non si puo'
gentilmente
aiutare chi cade,
trapassare la crepa
di noi,
di non sapere,
non sentire
non essere
nulla,
estranei a se' stessi,
sollevarsi
e provare a volare,
mille ali,
mille voli,
e un' unica certezza,
non essere
soli,
insieme?
Ne tengo ancora un capo,
la bufera e' qui,
e arriva.
(C) mara Elle
lunedì 24 febbraio 2020
venerdì 15 febbraio 2019
C'e' Tempo
Svegliarsi all'improvviso,
che ore sono?
Non so.
Alzarsi,
alla cieca
vedere,
sentire,
respirare
il suo volto,
distratto
dal sogno,
lontano da me,
c'è tempo.
Tempo
e abiti per bene
già preparati,
tempo
e ricordi
ormai dimenticati,
tempo
e memorie
da ricominciare,
non da noi.
Fuga
non è,
ma Viaggio.
martedì 24 luglio 2018
Ennui
Sole,
nell'ombra
di
timide
rose,
è
così
la
fragile
felicità
d'
amore,
d'illusione,
nel
miraggio
al
calar della sera.
O forse è
Ennui,
noia
d'
esistere,
oblio
di
piegarsi
senza
cedere,
e nell'incanto
perdersi.
Forse
è
così,
l'amore.
mercoledì 11 luglio 2018
Compagni Di Niente
Ora
d'aria, bar o prigione metaforica non importa, ho bisogno di staccare
psicologicamente il 'non lavoro' che amo ma che mi consuma in anima e
coraggio, non so se fuori ci sia il sole, la pioggia , la vita che mi
aspetta paziente, fuggevole ombra furtiva dimentica d'istanti, di
amori svagati, di tempo, il mio Tempo che vola via, ridendo...
Basta,
caffè ed indecifrabile folla, che mi consumi d' irragionevolezza,
adoro gente desolatamente sola, impudente digita schegge di memoria
digitale per non sentire il vuoto assoluto di una vita miseramente
normale, ecco , sono isole. Sole.
Ed
io non sono da meno, seduto al tavolino con il cell il mano, però ho
una scusante, un conoscente mi diceva che un amico della mia vecchia
scuola non sta bene, l' Omino delle Facce mi sorride e si apre un
mondo virtuale, falso come non mai ma lo sanno tutti, la regola del
gioco è questa e sia, giochiamo , nella nave che affonda.
Profilo, trovato, sta bene, invecchiato , ma manda week end al mare, cene con emeriti sconosciuti, n.n., nulla da dichiarare insomma, vediamo gli altri amici del Liceo, anzi, ex -amici....
Profilo, trovato, sta bene, invecchiato , ma manda week end al mare, cene con emeriti sconosciuti, n.n., nulla da dichiarare insomma, vediamo gli altri amici del Liceo, anzi, ex -amici....
Come
volevasi dimostrare, non sanno nulla di me , della mia vita, ma mi
hanno inondato di notizie d'arte e di cultura, d'improbabile verità
, ecco, mi hanno riempito di pustole multicolori, vivaddio, meglio
scappare via, ai pochi amici strepelati che ho, li tengo non stretti,
strettissimi , alla mia vita, unica e sola che ho ma a me piace, e
stop.
''Compagno
di scuola , compagno di niente,
ti
sei salvato dal fumo delle barricate?
Compagno
di scuola, compagno per niente,
ti
sei salvato o sei entrato in banca pure tu?'
Vero,
dannatamente.
giovedì 14 giugno 2018
καλησπέρα
Dove
sei?
Nel
mare profondo,
nella
notte
del
pianto.
cosa
fai?
Aspetto
un dolore,
attendo
un
amore.
dentro
Noi
bramiamo
nel Blu,
sogniamo
le
Stelle.
giovedì 31 maggio 2018
La Locanda del Matto
Un
sorriso e via, fuggiva furtivo come un uomo che non si volta, mai,
non aveva casa, riparo, un giaciglio bastava, rifugio per la notte,
lunga, senza difese, non passava mai, meglio un bicchiere di vino
novello alla locanda sul fiume e contar storie, sogno o realtà
nessuno lo sapeva, neanche lui, candido bambino disarmato dalla vita
bastarda, anima polverosa per mille identità stropicciate , maschera
in gioco, ormai, dolente.
Un
piatto fumante , in cambio il Matto - il suo nome era per tutti,
anche per lui - riparava sedie zoppicanti, assi che non tenevano più,
come la sua ballerina esistenza, s'ingegnava e creava splendide
meraviglie, la creatività era cara a chi non sperava più, il Matto
accarezzava gli oggetti plasmati con tenerezza ma distoglieva lo
sguardo , riannodava i fili di bislacchi, stralunati racconti ed
incominciava a narrare la sua favola d'amore e di follia, di
lei,Zaira.
Zingara
e selvaggia, libera chioma in anima libera, Zaira viveva solitaria
nel vecchio barcone sul fiume ; lei cantava ai merli acquaioli ,
bisbigliava alle fate, c'erano, ne era sicura, arcane abitavano nei
meandri della corrente e le facevano dono della magia, pozioni
incantate per la vita , non per la morte, Zaira maliarda, o donna ,
semplicemente.
E
s'innamorò del Matto, timido , schivo ma audace per lei, baci come
diamanti, umide gocce di memoria e di salvezza nella luce impalpabile
del vespro , erano notte e fulgore, diaspro evanescente di mille
aurore , di mille ardori.
Ma
una sera , una triste sera, Zaira scivolò tra i ciottoli infidi del
torrente, annaspò e cadde senza un lamento.
Il
Matto la vide e subito entrò nelle onde traditrici con disperato
tormento, almeno salvarla, pensava, fragile afferrarla e tenerla a
se', temerario poeta che era, ma un dio nemico aveva deciso per lei e
Zaira la zingara sprofondò nei flutti dell'immenso dolore senza pena
, senza vergogna, senza colpa.
E
così il Matto, pazzo davvero, vedeva l'amor suo perduto ovunque, tra
i bisbigli delle foglie al tramonto , sulle perle d' azzurra rugiada
, nella luce dell'aurora desiderava il suo viso e sorrideva,
dimentico.
E
il Matto sta lì, ancora, alla locanda vicino al fiume, a chi passa e
va, distratto, vino, maledizione o magia , dicendo senza fine 'Tu ci
sei e sempre ci sarai, Zaira. Fata , mia fata , aspettami .
Ci
incontreremo nel sogno'.
giovedì 24 maggio 2018
sabato 19 maggio 2018
Nuvole Su Noi
Eppure,
guardando
le
nuvole
su noi,
scopriremo
che
tutto
è
Meraviglia,
sorriso,
dove
prima
era
Buio,
Speranza.
E
sogneremo
forse,
Amore,
tra
Stelle
infinite.
martedì 1 maggio 2018
Ladri Di Stelle
A
chi dipinge un sogno,
chi
spera
e
chi dispera,
chi
piange nella notte
nel
buio
di
chi è solo,
rivelaci
Fortuna,
pace
donaci,
sorriso
a
chi confida,
a
tutti,
non
a voi,
Ladri
di Stelle.
domenica 29 aprile 2018
Come D'Incanto
Come
d'incanto
il
mare
paziente
sa
di
bufera,
tempestose
maree
mi
tentano,
nulla
mi
sento
tra
rupe
e
riscatto.
Ma
salva
sono,
nel
blu
dei
tuoi occhi.
©Testo
Mara L.
sabato 7 aprile 2018
Vogliamo La Luna
Divampa
il fuoco
di
fiamma
e
di passione,
arde
l'amore dei poeti
nella
città ferrigna,
d'anima
nero demonio.
Siamo
noi
la
febbre che brucia,
noi
la
Vita,
nella
maschera gotica
di
multiplici spettri
senza
pudore,
senza
Memoria.
Ma
noi osiamo
l'impossibile,
noi
vogliamo
la Luna.
©Foto&Testo
Mara L.
mercoledì 4 aprile 2018
Chiave Di Volta
Cuore
del
mondo,
fulcro
del
ricordo,
mia
nostalgia,
abbracciare
vorrei
ogni
sorriso,
lacrime,
pensiero,
e
Bellezza
fiorire,
non
oblio.
Chiave
di
Volta
in
me
vive,
sussiste,
e
memoria
resiste,
nel
tempo.
©Foto&Testo
Mara L.
giovedì 29 marzo 2018
martedì 20 marzo 2018
Il Dono
Il
Dono
Non
mi ricordo gesti, attimi nella mia vita da piccola , so che ero
circondata d'amore attorno, una famiglia viva, partecipe dei fatti
della vita, bella o brutta si andava avanti comunque chiamando le
cose con il loro nome, si prendevano in sorte scomode schegge di
aspra realtà abbracciandole con tenerezza , compagni di strada, non
nemici.
Sono
adulta e disamorata, assuefatta e ragionevolmente cinica del mio
tempo
precario,
ma nella sera che sale mi vengono alla memoria frammenti di ricordi
,volti dolcissimi che irrompono nella mia quotidianità sospesa e mi
fanno ridere, piangere, soprattutto fanno pensare.
Rivedo
me bambina d'estate al Castello sul mare, un costumino rosa e la
maglietta di lana , ne avevo di ogni, gracile com'ero, ho nitida
l'immagine di nonna Teresa con una vestaglia a quadretti sparpagliata
da secchielli, palette e papere, una delizia per i bambini in
spiaggia , un fazzolettone tra i riccioli grigi spettinati e l'aria
soddisfatta d'una regina nell' azzurro paradiso.
Io
non capivo come mai fosse contenta , la vecchia '500 era a Milano,
papà a lavorare tra caldo e zanzare, noi 'pedibus calcantibus' a
casa con alti gradini sconnessi al profumo di 'baxaicò', si
scarpinava, eccome!
Poi
sono cresciuta ed ho capito che mi aveva fatto un grande dono, la
meraviglia, trovare dentro il grigiume e la monotonia di un'
esistenza banale una nuvola in tecnicolor, un caldo sorriso e un sole
tranquillo, ricominciare , ancora.
Oppure
il 'rosso', sanguigno, nonno Agostino ( strano, il suo nome e' la mia
storia passata ,presente e futura, è proprio vero,tutto si tiene,
Tutto ritorna), camminavamo tra le vie del quartiere, con la
tranquillità di bambini, ecco, mi prese le mie mani sulle sue,
fortissime, mi fece fare una ruota intera,senza cadere.
Per
un attimo ho visto tutto il mondo a testa in giù, un pianeta
irreale, una magia per me bimba felice.
E
ho scoperto il dono della leggerezza, vedere le cose in un'altra
prospettiva, una marcia in più per vivere meglio.
Nuci,
Annamaria ,mia mamma ed un altro regalo per me, concreto , come lei
era , oh, mi ricordo, mi ricordo bene...
Io
chiacchieravo sempre, in continuazione, cento 'perchè' lanciati a
raffica per lei , casalinga non disperata, e chiedevo cosa fosse
'caldo', cosa fosse 'freddo',
'Dimmelo,
dimmelo, daì 'così, fino allo svenimento!
Mia
madre stava cucinando, prese un uovo sul piatto, appena tolto dal
frigo
'Vedi
questo uovo, com'è?' Ma mamma, freddo!'
Poi
tirò fuori dall'acqua bollente un altro uovo caldissimo e me lo
diede.
Ovviamente,
io mollai la presa gridando , idem per il povero uovo, ma lei
tranquilla disse 'Impara, Mara, impara sempre, non fidarti della
prima impressione!' Grazie, mamma Nuci .
L'
ultimo dono mi fa male, davvero, perchè ha il volto di un uomo
buono, che ha vissuto intensamente e non ha fatto, detto niente, un
riso quieto e via, mi ha regalato l'attesa, attendeva me nelle sere
di fumo e nebbia, dopo il mio lavoro, si parlava di niente, di storie
lontane , noi s'andava a casa, lui era Casa .
Meraviglia,
leggerezza, esperienza, attesa : sono fortunata , ho avuto il meglio
da portare per la via, nel mio Viaggio.
Però
manca qualcosa, un movimento andante , maestoso, per gli amici che ci
sono stati, e sempre ci saranno, viatico per la mia vita.
Vi
lascio un sorriso, vi dono la libertà.
©Testo
Mara L.
sabato 17 marzo 2018
Stelle
Stelle
siamo,
di
pioggia
e
sospiro.
Battito
e
cuore,
vie
per trovare
casa,
amore,
quello
siamo.
E
lacrime
siamo.
Siamo
destino.
©Testo
Mara L.
venerdì 16 marzo 2018
domenica 11 marzo 2018
Alice Lo Sa
Sornione
Stregatto
sorride
da
matto
nel
castello
capovolto
e
di Cuore
la
Regina
ha
rimedio
d'ogni
Dilemma,
e
trafigge
a
fil di spada
il
Nonsenso
controverso,
Picche
a chi
non
lo capisce,
Fior
di senno
a
un Mondo
folle.
Girotondo
attorno
al
Niente,
non
felici
e
non
contenti.
Ed
Alice
piccolina,
dolcemente
strabiliata,
lei
non sa,
lei
non ricorda,
e
la Storia
si
compie in gloria.
Non
è così
questa
Favola
bella,
forse
Alice
ora
lo sa
e
se ne andrà .
©
Testo Mara L.
sabato 10 marzo 2018
Vie Di Fiume
La
pioggia lacrimava umidità e solitudine nell'ansa del fiume,
monotono, ossessivo.
L'uomo
era lì, in silenzio, a guardare l'acqua che scorreva, limacciosa,
nemica ai suoi dubbi perdenti, alle speranze morte , ciotoli
sgretolanti che si perdevano , via, alla deriva, essere vagabondo in
balia della corrente.
Non
si poteva arginarla , ricostruila ,l'argine dei suoi pensieri da
trattenere l'onda di piena , il diluvio saliva e saliva fino a
tracimare la ripa delle sponde, trascinava alberi, volontà e vita,
lo sapeva bene ed era quasi contento,un passo soltanto e si poteva
cadere giù, senza affanno e senza pena , il dono dell'oblio,
finalmente in quiete.
Così
pensava, guardando i vortici impetuosi nel fiume sofferente, ma vide
dall'altra parte del fiume un' ombra sottile , piegata quasi dalle
raffiche d' un vento ostile, andare diritta tra fango e melma ,
arrestarsi davanti alla marea nera che le sorrideva beffarda.
Era
una giovane donna, capelli biondi bagnati di pioggia e lacrime,
piccoli piedi fradici, dilavato il corpo, l'anima sua stanca da
millenni, stava lì, indifferente a tutto, sola tra le pietre
sconnesse, quasi dondolava in bilico nell' ira di Dio che scura
montava.
Era
amaramente affascinata dal Nulla, dall'acqua che la tentava, pregava,
quasi ordinava di entrare nel fiume e lasciarsi andare, giù, in
fondo, abbraccio amniotico di morte, di resa inerme alla propria
esistenza, sonno senza liberazione , senza uscita.
Oscillò
un poco , poi entrò quasi danzando nella corrente , il dio del fiume
l'avrebbe invitata ad una giga folle , un ricordo, un respiro e via,
lasciandosi cullare dalle onde vorticose.
L'uomo
aveva visto tutto, frame accellerato del cuore suo doloroso, sentiva
il boato dei flutti , poteva non vedere la donna che si lasciava
morire ma era concentrato dai suoi problemi, un amore tormentato,
chissà , voleva farla finita, e così sia. Ma vedeva il volto di
lei, bello e perso.
L'uomo
si guardò intorno, erano fuggiti tutti cercando riparo nell' alto
dell'argine, era solo, la tempesta era fuori e dentro di lui,
incespicando entrò giù,sempre più giù, dalle ginocchia al suo
cuore suicida, ma guardò di nuovo la donna del fiume.
Erano
simili, pensò, tutti e due alla deriva tra i flutti tumultuosi. Capì
, alla fine e decise, scelse la sua via, la via del fiume.
Sì,
ma...quale?
La
Prima Via
La
morte è brutta, è fredda , è sola, pensò l'uomo, come i b-movies
d'infima qualità, quando l'eroe andava pago nel blu, perdonato,
nella gloria di un dio buono, che tutto sa e comprende, è una
cazzata, lui sentiva i polmoni esplodere, d'istinto cercava di
restare a galla ma i rami gonfi di umor putrido lo impelagavano
sempre più.
Al
diavolo morire d'amore, voleva vivere, bene o male ma vivere,
almeno ricominciare, adesso che il respiro mancava. Incominciò ad
annaspare, cercava un appiglio, un ramo lercio ma che tenesse, che lo
traghettasse indietro, Caron dimonio al contrario, dagli occhi che
sputavano fango ,che lo salvasse dalla liquida fine all'eurora. .
Sentiva
meno nervosa l'acqua, più vicina la riva ma guardò la donna della
corrente, il suo viso ormai privo di sensi, andare nel gorgo.
'Resisti,
non mollare!' L'afferrò , pesava niente, l'affossava l'acqua e lo
schifo di vivere, la tirò su, fuori dal fragore e dentro la realtà
di tutti i giorni, ospite suo malgrado in questo mondo, ma una
possibilità in più per restare a galla, per riannodare le fila del
suo universo.
Li
trovarono sul bordo del fiume, lui accarezzava il suo collo
graffiato, pulsante, e comprese che tutto, Tutto aveva un senso, e la
sua vita era una scommessa.
Tutta
da vivere.
La
Seconda Via
La
pioggia continuava, e lui moriva. Moriva perchè pesava troppo
ritornare indietro, sciacquarsi macchie livide e ferite della vita ,
per cosa, per chi, nessuno piangerà per lui.
E
sia, lucido entrerà nell'azzurro, arrivera' al mare e le onde
corallo si mescolera' con il nero suo dolore dimenticato, ormai.
Non
era stata una passeggiata andare avanti con caparbietà, amico
fragile in mezzo ai lupi affamati, e vedere gli occhi diamantini di
una donna ridere di lui era stata la botta finale, 'Passo', e giù
nella corrente, pazzo e cosciente.
Ma
la vita è bastarda, se lui chiudeva gli occhi e apriva la bocca
inghiottendo petrolio amaro, le gambe ribelli dicevano no,
guizzavano fuori al filo del fiume , neanche la morte lo voleva,
schifo umano tra l' umanità schifosa.
Ci
voleva qualcosa, un sasso pensante e pesante, che lo avviluppasse per
sempre nell'acqua e nei pensieri, che l'affondasse di schianto,ma non
vedeva niente, soltanto una giovane donna in balia dei gorghi
bluastri, fantoccio trasparente violentato dalle acque.
E
la prese, un abbraccio d'amore equivoco, mani come artigli nell'acqua
mefitica, fradicio amplesso di una morte non voluta, per lei, per lui
posseduta, sciupata,usata, un unico fato, amanti perdenti.
E
nulla si seppe di loro.
Erano
vie di fiume, improbabili ma possibili uscite di salvezza per loro,
sangue per sangue, morte per morte, non lo sappiamo.
Noi
abbracciamo una umanità dolente, consolata, forse salvata di dolore
e salvazione, nell'acqua finalmente tranquilla, che sa e tace.
Perchè
l'acqua non ha memoria.
©Foto&Testo
Mara L.
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