mercoledì 11 marzo 2020
martedì 10 marzo 2020
Tu mi tieni
Tu mi tieni.
In fluttuante
abbandono
incanta le mie mani,
sorprendimi
nella tua
languida danza,
lucente mia follia,
lacerante
vertigo,
sfidami
quando scende la notte,
senza difese
sono.
Intima
oscillazione,
turbine di bellezza,
resilienti
volteggiamo,
noi,
amanti di sogni.
© Mara Elle
venerdì 6 marzo 2020
giovedì 5 marzo 2020
CAM /50/ INFINI
LarryWoodmannPhotoghaphy
Fermare il tempo.
Tutto cambia,
tu,
rimani.
Visione assoluta,
tu
su di me.
Inquadra il mio cuore,
abbaglia il tuo fuoco
e mira
su di me.
Inganna e ferma
le tue mani
su di me,
all'infinito.
(C) maraelle
Fermare il tempo.
Tutto cambia,
tu,
rimani.
Visione assoluta,
tu
su di me.
Inquadra il mio cuore,
abbaglia il tuo fuoco
e mira
su di me.
Inganna e ferma
le tue mani
su di me,
all'infinito.
(C) maraelle
lunedì 2 marzo 2020
mercoledì 26 febbraio 2020
Ho Sognato Nuvole
Ho sognato nuvole
Ho sognato nuvole
in gioco,
come bambini,
danzavano
tenendosi per mano
e bianchi sorrisi
per tutti,
senza malizia.
Ma perche'
non si puo'
gentilmente
aiutare chi cade,
trapassare la crepa
di noi,
di non sapere,
non sentire
non essere
nulla,
estranei a se' stessi,
sollevarsi
e provare a volare,
mille ali,
mille voli,
e un' unica certezza,
non essere
soli,
insieme?
Ne tengo ancora un capo,
la bufera e' qui,
e arriva.
(C) mara Elle
lunedì 24 febbraio 2020
venerdì 15 febbraio 2019
C'e' Tempo
Svegliarsi all'improvviso,
che ore sono?
Non so.
Alzarsi,
alla cieca
vedere,
sentire,
respirare
il suo volto,
distratto
dal sogno,
lontano da me,
c'è tempo.
Tempo
e abiti per bene
già preparati,
tempo
e ricordi
ormai dimenticati,
tempo
e memorie
da ricominciare,
non da noi.
Fuga
non è,
ma Viaggio.
martedì 24 luglio 2018
Ennui
Sole,
nell'ombra
di
timide
rose,
è
così
la
fragile
felicità
d'
amore,
d'illusione,
nel
miraggio
al
calar della sera.
O forse è
Ennui,
noia
d'
esistere,
oblio
di
piegarsi
senza
cedere,
e nell'incanto
perdersi.
Forse
è
così,
l'amore.
mercoledì 11 luglio 2018
Compagni Di Niente
Ora
d'aria, bar o prigione metaforica non importa, ho bisogno di staccare
psicologicamente il 'non lavoro' che amo ma che mi consuma in anima e
coraggio, non so se fuori ci sia il sole, la pioggia , la vita che mi
aspetta paziente, fuggevole ombra furtiva dimentica d'istanti, di
amori svagati, di tempo, il mio Tempo che vola via, ridendo...
Basta,
caffè ed indecifrabile folla, che mi consumi d' irragionevolezza,
adoro gente desolatamente sola, impudente digita schegge di memoria
digitale per non sentire il vuoto assoluto di una vita miseramente
normale, ecco , sono isole. Sole.
Ed
io non sono da meno, seduto al tavolino con il cell il mano, però ho
una scusante, un conoscente mi diceva che un amico della mia vecchia
scuola non sta bene, l' Omino delle Facce mi sorride e si apre un
mondo virtuale, falso come non mai ma lo sanno tutti, la regola del
gioco è questa e sia, giochiamo , nella nave che affonda.
Profilo, trovato, sta bene, invecchiato , ma manda week end al mare, cene con emeriti sconosciuti, n.n., nulla da dichiarare insomma, vediamo gli altri amici del Liceo, anzi, ex -amici....
Profilo, trovato, sta bene, invecchiato , ma manda week end al mare, cene con emeriti sconosciuti, n.n., nulla da dichiarare insomma, vediamo gli altri amici del Liceo, anzi, ex -amici....
Come
volevasi dimostrare, non sanno nulla di me , della mia vita, ma mi
hanno inondato di notizie d'arte e di cultura, d'improbabile verità
, ecco, mi hanno riempito di pustole multicolori, vivaddio, meglio
scappare via, ai pochi amici strepelati che ho, li tengo non stretti,
strettissimi , alla mia vita, unica e sola che ho ma a me piace, e
stop.
''Compagno
di scuola , compagno di niente,
ti
sei salvato dal fumo delle barricate?
Compagno
di scuola, compagno per niente,
ti
sei salvato o sei entrato in banca pure tu?'
Vero,
dannatamente.
giovedì 14 giugno 2018
καλησπέρα
Dove
sei?
Nel
mare profondo,
nella
notte
del
pianto.
cosa
fai?
Aspetto
un dolore,
attendo
un
amore.
dentro
Noi
bramiamo
nel Blu,
sogniamo
le
Stelle.
giovedì 31 maggio 2018
La Locanda del Matto
Un
sorriso e via, fuggiva furtivo come un uomo che non si volta, mai,
non aveva casa, riparo, un giaciglio bastava, rifugio per la notte,
lunga, senza difese, non passava mai, meglio un bicchiere di vino
novello alla locanda sul fiume e contar storie, sogno o realtà
nessuno lo sapeva, neanche lui, candido bambino disarmato dalla vita
bastarda, anima polverosa per mille identità stropicciate , maschera
in gioco, ormai, dolente.
Un
piatto fumante , in cambio il Matto - il suo nome era per tutti,
anche per lui - riparava sedie zoppicanti, assi che non tenevano più,
come la sua ballerina esistenza, s'ingegnava e creava splendide
meraviglie, la creatività era cara a chi non sperava più, il Matto
accarezzava gli oggetti plasmati con tenerezza ma distoglieva lo
sguardo , riannodava i fili di bislacchi, stralunati racconti ed
incominciava a narrare la sua favola d'amore e di follia, di
lei,Zaira.
Zingara
e selvaggia, libera chioma in anima libera, Zaira viveva solitaria
nel vecchio barcone sul fiume ; lei cantava ai merli acquaioli ,
bisbigliava alle fate, c'erano, ne era sicura, arcane abitavano nei
meandri della corrente e le facevano dono della magia, pozioni
incantate per la vita , non per la morte, Zaira maliarda, o donna ,
semplicemente.
E
s'innamorò del Matto, timido , schivo ma audace per lei, baci come
diamanti, umide gocce di memoria e di salvezza nella luce impalpabile
del vespro , erano notte e fulgore, diaspro evanescente di mille
aurore , di mille ardori.
Ma
una sera , una triste sera, Zaira scivolò tra i ciottoli infidi del
torrente, annaspò e cadde senza un lamento.
Il
Matto la vide e subito entrò nelle onde traditrici con disperato
tormento, almeno salvarla, pensava, fragile afferrarla e tenerla a
se', temerario poeta che era, ma un dio nemico aveva deciso per lei e
Zaira la zingara sprofondò nei flutti dell'immenso dolore senza pena
, senza vergogna, senza colpa.
E
così il Matto, pazzo davvero, vedeva l'amor suo perduto ovunque, tra
i bisbigli delle foglie al tramonto , sulle perle d' azzurra rugiada
, nella luce dell'aurora desiderava il suo viso e sorrideva,
dimentico.
E
il Matto sta lì, ancora, alla locanda vicino al fiume, a chi passa e
va, distratto, vino, maledizione o magia , dicendo senza fine 'Tu ci
sei e sempre ci sarai, Zaira. Fata , mia fata , aspettami .
Ci
incontreremo nel sogno'.
giovedì 24 maggio 2018
sabato 19 maggio 2018
Nuvole Su Noi
Eppure,
guardando
le
nuvole
su noi,
scopriremo
che
tutto
è
Meraviglia,
sorriso,
dove
prima
era
Buio,
Speranza.
E
sogneremo
forse,
Amore,
tra
Stelle
infinite.
martedì 1 maggio 2018
Ladri Di Stelle
A
chi dipinge un sogno,
chi
spera
e
chi dispera,
chi
piange nella notte
nel
buio
di
chi è solo,
rivelaci
Fortuna,
pace
donaci,
sorriso
a
chi confida,
a
tutti,
non
a voi,
Ladri
di Stelle.
domenica 29 aprile 2018
Come D'Incanto
Come
d'incanto
il
mare
paziente
sa
di
bufera,
tempestose
maree
mi
tentano,
nulla
mi
sento
tra
rupe
e
riscatto.
Ma
salva
sono,
nel
blu
dei
tuoi occhi.
©Testo
Mara L.
sabato 7 aprile 2018
Vogliamo La Luna
Divampa
il fuoco
di
fiamma
e
di passione,
arde
l'amore dei poeti
nella
città ferrigna,
d'anima
nero demonio.
Siamo
noi
la
febbre che brucia,
noi
la
Vita,
nella
maschera gotica
di
multiplici spettri
senza
pudore,
senza
Memoria.
Ma
noi osiamo
l'impossibile,
noi
vogliamo
la Luna.
©Foto&Testo
Mara L.
mercoledì 4 aprile 2018
Chiave Di Volta
Cuore
del
mondo,
fulcro
del
ricordo,
mia
nostalgia,
abbracciare
vorrei
ogni
sorriso,
lacrime,
pensiero,
e
Bellezza
fiorire,
non
oblio.
Chiave
di
Volta
in
me
vive,
sussiste,
e
memoria
resiste,
nel
tempo.
©Foto&Testo
Mara L.
giovedì 29 marzo 2018
martedì 20 marzo 2018
Il Dono
Il
Dono
Non
mi ricordo gesti, attimi nella mia vita da piccola , so che ero
circondata d'amore attorno, una famiglia viva, partecipe dei fatti
della vita, bella o brutta si andava avanti comunque chiamando le
cose con il loro nome, si prendevano in sorte scomode schegge di
aspra realtà abbracciandole con tenerezza , compagni di strada, non
nemici.
Sono
adulta e disamorata, assuefatta e ragionevolmente cinica del mio
tempo
precario,
ma nella sera che sale mi vengono alla memoria frammenti di ricordi
,volti dolcissimi che irrompono nella mia quotidianità sospesa e mi
fanno ridere, piangere, soprattutto fanno pensare.
Rivedo
me bambina d'estate al Castello sul mare, un costumino rosa e la
maglietta di lana , ne avevo di ogni, gracile com'ero, ho nitida
l'immagine di nonna Teresa con una vestaglia a quadretti sparpagliata
da secchielli, palette e papere, una delizia per i bambini in
spiaggia , un fazzolettone tra i riccioli grigi spettinati e l'aria
soddisfatta d'una regina nell' azzurro paradiso.
Io
non capivo come mai fosse contenta , la vecchia '500 era a Milano,
papà a lavorare tra caldo e zanzare, noi 'pedibus calcantibus' a
casa con alti gradini sconnessi al profumo di 'baxaicò', si
scarpinava, eccome!
Poi
sono cresciuta ed ho capito che mi aveva fatto un grande dono, la
meraviglia, trovare dentro il grigiume e la monotonia di un'
esistenza banale una nuvola in tecnicolor, un caldo sorriso e un sole
tranquillo, ricominciare , ancora.
Oppure
il 'rosso', sanguigno, nonno Agostino ( strano, il suo nome e' la mia
storia passata ,presente e futura, è proprio vero,tutto si tiene,
Tutto ritorna), camminavamo tra le vie del quartiere, con la
tranquillità di bambini, ecco, mi prese le mie mani sulle sue,
fortissime, mi fece fare una ruota intera,senza cadere.
Per
un attimo ho visto tutto il mondo a testa in giù, un pianeta
irreale, una magia per me bimba felice.
E
ho scoperto il dono della leggerezza, vedere le cose in un'altra
prospettiva, una marcia in più per vivere meglio.
Nuci,
Annamaria ,mia mamma ed un altro regalo per me, concreto , come lei
era , oh, mi ricordo, mi ricordo bene...
Io
chiacchieravo sempre, in continuazione, cento 'perchè' lanciati a
raffica per lei , casalinga non disperata, e chiedevo cosa fosse
'caldo', cosa fosse 'freddo',
'Dimmelo,
dimmelo, daì 'così, fino allo svenimento!
Mia
madre stava cucinando, prese un uovo sul piatto, appena tolto dal
frigo
'Vedi
questo uovo, com'è?' Ma mamma, freddo!'
Poi
tirò fuori dall'acqua bollente un altro uovo caldissimo e me lo
diede.
Ovviamente,
io mollai la presa gridando , idem per il povero uovo, ma lei
tranquilla disse 'Impara, Mara, impara sempre, non fidarti della
prima impressione!' Grazie, mamma Nuci .
L'
ultimo dono mi fa male, davvero, perchè ha il volto di un uomo
buono, che ha vissuto intensamente e non ha fatto, detto niente, un
riso quieto e via, mi ha regalato l'attesa, attendeva me nelle sere
di fumo e nebbia, dopo il mio lavoro, si parlava di niente, di storie
lontane , noi s'andava a casa, lui era Casa .
Meraviglia,
leggerezza, esperienza, attesa : sono fortunata , ho avuto il meglio
da portare per la via, nel mio Viaggio.
Però
manca qualcosa, un movimento andante , maestoso, per gli amici che ci
sono stati, e sempre ci saranno, viatico per la mia vita.
Vi
lascio un sorriso, vi dono la libertà.
©Testo
Mara L.
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