sabato 25 aprile 2015

Scatti







                                       Man Ray - Portrait


Io non so fotografare.
Le foto mi vengono mosse, sfocate, non dicono niente a voi, inesperta che sono.
Ma io scatto nella mia memoria la fila infinita di fame e disperazione alla mensa dei poveri, tutti uguali, e nudi.
Scatto gli occhi ciechi di mia madre, non mi vede o non ricorda, il tempo è un gran bastardo che azzera tutti i nostri attimi , ruba l'istante.
Scatto le tue parole , mi guardi ed io non ti capisco, e noia , sempre.
Scatto il bacio di un amor che fugge, scatto il senso che mi sfugge, muto al desiderio , asservito al dovere e legami, come catene.
Scatti mentali, da pensare e portare con me, viatico per l'esistenza.
Scatti. Della mia vita.

mercoledì 22 aprile 2015

Le Parole Tra Noi Leggere








Le parole
tra noi

leggere,

ma sassi

nella memoria,

e lacrime
non dette.

Eppure

vorrei volare

tra amore
e follia,

serrare le fila

di me,

di te,

abbandonati
al mare,

soffrendo
l'unico

Fato,

vivere.











domenica 19 aprile 2015

Per Sempre




Resisti
mio cuore,

malato
d'amore.

Ti perdo

nel mio Lago

 d'indifferenza,

nell'Anima
ti trovo,

e ancora
ritorno

alla mia brace,

alla tua mano

audace,

si fa memoria,
battito,

respiro.

Per sempre,

Esisto.






domenica 5 aprile 2015

Ricorda




Luce

che oscilla,

germinale

del mio Tempo,

immemore.

Ricorda,

o

dimenticami.

Quando

il Buio

sarà,

altre mani,

altri

occhi,

di giù

sorridono.

Ma

ancora

ci saremo,

ancora

ameremo,

d'incolpevole

infinita

innocenza.






martedì 24 marzo 2015

L'uomo che NON volle guarire




L'uomo si alzò, era mattino presto e si poteva dormire un poco ma lui era già sveglio, tra le lenzuola madide per i suoi sogni senza sonno , la luce filtrava invadente nella sua camera da letto disordinata e caotica, piena di libri e d'abbandono, frammenti di sapere , sabbia e oblio, da anni.
Vagabondando tra sedie polverose di fondi rinsecchiti di caffè ed instabili scaffali di cultura traballante e stantia si trascinò nel grande specchio brunito e guardò il suo volto, come tutti i giorni.
Vide una faccia stanca ,tumefatta da incubi e timori , dolorosamente segnata da profonde ferite, cicatrici nell'anima e nel corpo, lebbra antica che non andava via, anche a bestemmiare un Dio lontano, distratto dalle cose di una Umanità crudele , morto ai vivi.
No, non andava via, nel nerofumo appannato in controluce vedeva le stigmate di una vita in pena perenne ,cercava di lenire gli sfregi orrendi con unguenti meravigliosi comprati a caro prezzo da tutte le parti del Creato , dall'Africa misteriosa alla vergine Oceania, terra di confine , arcana e segreta.
S'era svenato per possedere le piccole, preziose fiale luminescenti , per umettare piano i segni del suo peccato, per pagare il fio ed essere pulito , dormire felice come un bimbo, senza colpa e malizia.
Ma c'erano ancora le impronte della sue sconfitte, fisiche, del suo corpo martoriato , e spirituali, il senso d'inutilità lo scavava in fondo all'anima ferita, e vagava spettrale nella stanza, si agguatava vicino alle pesanti tende damascate e spiava il mondo fuori, case, gente, vita, e lui forestiero, impuro.
A volte, di sera, quando la sua fame di vivere era insopportabile, prendeva un nero mantello ed usciva, come una droga sniffava il Mondo, gli odori di pioggia e d' alcova, di caldo e d'amore, gli bastava così, povero ladro d' istanti che non era altro.
Poi, scattaiolava via, malediva il Fato o il Destino su per le sale tristi , buie del suo palazzo dorato , malato.
Ogni giorno si avvicinava allo specchio, guardava il suo volto deformato e da bimbo obbediente ungeva le ferite con magiche creme, docile e testardo, scrutava le sue offese sulla pelle sperando in un miracolo, illuso, o disperato.
Una mattina l'uomo stava vagando nella camera sfatta , distratto guardò lo specchio e si fermò di botto, riguardò il simulacro che era il suo volto e si sentì mancare: le piaghe svanivano piano, le lesioni orrende non c'erano più, lo specchio ora rifletteva soltanto il suo viso, immune di ogni sventura.
S'era compiuto il prodigio, se divino o profano non è dato sapere, ma la lebbra era sparita, nello specchio vedeva solo il suo viso giovane, redento dal contagio e dalle sue paure.
Pazzo dalla felicità in un baleno corse in strada, al sole accecante, per lui bellissimo, adesso poteva guardare senza timore i bambini che giocavano, i panni stesi sui balconi, le donne che parlavano piano, tutto era bellezza e dono, adesso poteva non nascondersi più, e sorridere senza vergogna.
Vedeva il Bene ma scoprì il Male, lui che prima non sapeva, guardò nei suoi occhi il dolore innocente, la povertà vera, la fatica a vivere, a sopravvivere ai margini del Nulla.
Barcollò sgomento e vide il suo volto rispecchiarsi nello specchio di un negozio , vide la sua pelle increparsi di piaghe, il flagello ritornava. Doveva subito ritornare a casa, sbarrare le porte , non vedere , non sentire e essere salvo, e loro dannati.
Essere salvo, perchè? Salvo e non sapere il profumo di un sorriso, una mano amica , il sapore di speranza, di salvezza. Salvo? No, schiavo , per sempre.
E ritornò indietro, si arrese alla Vita.








sabato 14 marzo 2015

Adelante





È come una lotta
danzare con te,

un tango,

adelante,

tra alcova
e le stelle,

impulso
confuso
nel ritmo che va,

si ferma

riprende,
ancora,

il flusso
fluttuante
d'istinto,
di vero,

di vizio
e piacere,

impuri,
ma insieme,

per sempre.

Poi,

si ferma
la musica,

riprende
la guerra

straniante

di noi,

aliena
alla vita,

nemica
a noi stessi.











lunedì 9 marzo 2015

Anima





Attendere il Segno
nel seme stranito dal Sogno
in noi , di miele e di fiele.
Mancare la presa,
amaramente.

martedì 3 marzo 2015

Altrove



 Vecchie foto
ingiallite nel ricordo.

Lei
lo guardava
in posa,
si usava così,
occhi sognanti,
la mano
trafitta sul cuore.

Lui
teneva le dita
intrecciate alle sue ,
per non lasciarsi più,
per sempre,
e ancora.

E Noi,
nell'istante del tempo,

Amore di nulla,
in fuga
per sempre,
e ancora.

Noi
siamo
Altrove.
















sabato 28 febbraio 2015

Insieme






Un istante,

tu

volgi lo sguardo
su di me,

con occhi di sorriso.

E

forse io

saprei
vivere

e
morire,

Insieme.

Ma è tardi,

e si ritorna
a casa

insieme,

soli.


lunedì 23 febbraio 2015

青 Azzurro








Amo l'Azzurro.

Fantasia nel Cuore

e Volo d' Ali.


                                      

giovedì 19 febbraio 2015

Lontano Dal Cuore



Occhi , che non parlano.
Parlano la tua assenza,
assenza di pensieri,
pensieri lontani da me.
Me , che fuggo un amore perduto,
perduto da un gioco bambino,
bambino di un bacio promesso,
promesso , mai dato , rubato.
Rubato , ma sogno di piccole mani,
mani che cercano te.


lunedì 16 febbraio 2015

AraMaraAmara









Quelle vecchie
io le conosco,

mi sorridono,
mi fanno
compagnia.

Pochi cenni,
un soffio di respiro,

e si riprende
il ciclo
di una vita,

giocando.

Ed io,
raccolgo

i miei capelli
ed i ricordi

verso casa,

un sospiro

e l'intesa


di ancora

rivederci.

                                          
                                        


giovedì 12 febbraio 2015

LOVE





Le parole sono le stesse,

Obbedienti alle emozioni.

'Vieni, t'accompagno'.

E voliamo insieme, con unico Cuore.

martedì 10 febbraio 2015

FORSE






Forse
piango,

forse
rido,

forse

vado via

da te,

enigma
senza
senso,

seme

abortito
sul nascere,

è
una sfortuna
ai vivi,

non
a me,

lacrima
allegra.

E questa

sera alcolica

diventa

una partita
a due,

mortale.

Se
ha un prezzo

l'Amore

noi
non scontiamo
niente,

nè

il disprezzo,

nè

il Nulla.

O forse

naufragi

sopravviviamo.

Indifferenti.








giovedì 5 febbraio 2015

mercoledì 4 febbraio 2015

KALLISTE



Ricordo la prima volta che ho visto la sagoma di Bastia da lontano, sul traghetto pieno di turisti vacanzieri con macchina Polaroid, RayBan a specchio e dépliant patinati con spiagge da sogno e villaggi da cartolina, due settimane di ferie e la ferma intenzione di spremere più che si può l’ Isola Bella, la Corsica da godere.
Io avevo vent'anni in meno,pochi soldi, un moroso nuovo nuovo, macchina zero , uno zaino pesantissimo che segava le spalle e tanta, sudata libertà da scoprire, da assaggiare golosamente su tutto e su tutti.
Camminando scarpinando, avevamo trovato un camping a Miomò , un piccolo paese con una enorme chiesa barocca ed angioloni bluette un po' 'naif' che ci ammiccavano complici . Abbiamo preso un cappuccino nell’unico “ Cafè” della piazza, un anziano scavato dal sole beveva un Pastis , guardava il tempo e pensava a due mucche e una capra, la nuda proprietà da lasciare al figlio lontano, sù , al 'Continente'.
Il giorno dopo, tra pullman scassati anni ’50 alla De Gaulle ( i corsi sono un po’ parenti, alla lontana, degli avi genovesi, tutto serve e nulla si spreca), innumerevoli treni e tanta pazienza siamo partiti alla scoperta dell’ isola, come dicevo io, “zippata”, in miniatura , da Capo Corso a Bonifacio ci saranno meno di 200 km.da costa a costa .
Aspettando sui binari con il sole che brucia vedevo le donne di qui , abbruciate, scavate, dure e restie a parlare con me, giovane turista estranea da usi e mentalità ancestrali e millenarie, solo un cenno del capo e sparivano via , inghiottite dalla pietra , dalla dura fatica a vivere.
Tra paesi e villaggi , soprattutto nell’entroterra corso , alloggiando tra piccole locande e case di agricoltori che ci ospitavano , scoprivo la rude dolcezza della gente del posto : i vecchi giocavano a petànque nella piazza alberata , i bambini scorrazzavano ovunque , con i piedini nudi e coperti di poco per la calura d’estate, controllati a vista da zie e nonne alla porta di casa , aperta e senza chiavi , tanto si conoscevano tutti e si aiutavano l’un l’altro come si poteva, senza parole .
Io parlavo il francese , ma ho capito che i corsi vedevano la Francia , il suo potere, le sue leggi , l’economia estranea e schiacciante, soffocante per la Corsica , non come una mamma , piuttosto una matrigna, indifferente alle tradizioni antiche di questa gente. Si sentivano legati da una patria immobile,contraria a qualsiasi novità,anche minima, di innovazione e l’unica rivalsa , l’ultima rivincita era parlare corso , un dialetto 'di mezzo', tra toscana e liguria .
Si parlava dappertutto, ovvio, non per le incombenze ufficiali, ma per le strade, i negozi, a casa si scambiavano due parole in corso. Si cantava anche , in corso, nenie struggenti e canzoni di guerra e di anarchia , la sera al bar in piazza, mescolati insieme, uniti, con il vino che scorreva , solidali, 'Semper Fidelis', l'antico motto della Legione Straniera, da secoli arroccata nella 'Cittadella' , la parte antica di Calvi, città bella e guerriera, tra mare e terra.
Siamo diventati amici di questa gente ispida e gentile , abbiamo goduto di tanti attimi intensi, coinvolgenti, siamo andati più e più volte nella luce intensa, al mattino, a gioire di Calenzana , di Corte ,cuore della Corsica, di Belgodere e i suoi gatti corsi o di Sartene e le statue irreali di pietra dei 'Calanques' . Certo gli acciacchi , reali e spirituali ,c’erano ma si andava lo stesso, ripagati dal profumo intenso del mirto , di una terra scabra , intima.
E’ cambiata , vero , appiattita dai soldi e dal turismo di superficie , ma ripenso ancora con affetto ai due anziani sposi, su, al Colle di S.Giorgio, vicino Ajaccio,non avevano niente da offrire ma ci han dato biscotti fragranti ed un sorriso amico, chissà dove sono, perduti del tempo.
Quest’estate non andremo in Corsica , ci sono due mamme anziane da coccolare , varie ed eventuali che ci costringono a fugaci scappate per rifiatare , però , ahimè ,niente Isola Bella , ma … mai dire mai !
Domenica scorsa lavavo i piatti , uno spuntino veloce e fresco , da estate in città, quando ” Presto, vieni a vedere ,sù ,muoviti!” Ho mollato tutto, forse mio marito – ebbene sì, il “moroso nuovo nuovo” vent’anni dopo – aveva una sincope doppia , s’ era sentito male ! Arrivo e vedo alla tv la tappa del Tour de France, Ajaccio-Calvi “par la cote” .
Sono schizzata via dalla stanza per non piangere , ma di sfuggita ho visto una ritrosa ragazza corsa che, ridendo, mi guardava enigmatica …

lunedì 2 febbraio 2015

Vivere Di Nulla








Luna
calante

non gioca
con noi ,

che siamo
distanti,

paghi

e
scontenti.

Senza
certezza,

ma lama
di coltello,


sgretola
l'anima

di

assoluto

Zero.

E
ritrovarsi

a parlare
di nulla,

amare
di nulla.

Vivere,

di

Nulla.




martedì 27 gennaio 2015

L' Odore del Tempo





Chissà

l' Odore che avra'

il Tempo che scorre,

ondivago
in noi,

di miele
e di fiele,

rossa mela
languente
di baci,

e
sangue
nell'anima,

verderame

e carezze,

mai nate.

Tu

mi guardi
come si ama

una
placida
capra,

e non sai,

rido
e ti uccido,

ogni giorno.

giovedì 22 gennaio 2015

L' Urlo





Calma

apparente,

oblio

senza
memoria,

afona

Voce

di questo tempo,

di noi,

inconsistente.


In
superficie

si libera

l'Urlo,

epifania

del
Senso.




Ma

oscillo

sul filo

del Nulla,


muto.