mercoledì 2 settembre 2015

Giochiamo alla guerra





Dai,

giochiamo alla guerra,

occhi puri

che guardano

numeri,

come sangue,

come ricordi

mai nati,

come lacrime.

Giochiamo

a guardie e ladri,

ladri di libertà,

guardie con il pennarello

in mano,

che non va via.

Neanche

a morire.




giovedì 27 agosto 2015

sabato 1 agosto 2015

Rito di passaggio

 


Amaro il calice

di miele

e di fiele,

è rito di passaggio,

e l'inverno

già arriva.

E spegni la luce

su noi,

addormentati,

io spoglio

i miei giorni,

vivo,

e non so.


mercoledì 22 luglio 2015

Destra e Sinistra









Tanto tempo fa quando ero piccola e tonta , studiavo per ore seduta nella nostra micro-cucina un brano di Tacito o di Seneca , ristudiavo di nuovo, andavo a dormire , mi svegliavo alle cinque per ripassare un 'altra volta, 'a mente fresca si impara meglio' , diceva mio padre, operaio per tutta la vita.
Arrivavo a scuola e restavo come un pirla – dialetto milanese, ma da insegnante rotta a tutte le esperienze, ok, si può dire – 'scuola occupata' , 'autogestione' e 'lezioni alternative' , dai macrobiotici fatti con il frullatore all'ikebana artistico con la carta igienica, l'importante era che non si poteva interrogare e si andava per le classi pomiciando un poco, mentre un imberbe studentello s'infervorava parlando della ' Rivoluzione' che verrà, tutti uguali, tutti puri , alla gogna avidi capitalisti, sporchi e cattivi.
Forse avete capito che io non amavo questa anarchia velleitaria e soprattutto perdente in partenza, volevo una regola, delle leggi chiare e tenessero in conto tutti, chi ha di più dia di più a chi ha di meno, che le istituzioni gestissero la Cosa Pubblica con equità ed equilibrio, e sollevassero le tante fragilità sensibili con aiuti, con fondi concreti, verificabili, 'Lo Stato siamo noi', pensavo, e ci credevo.
E in fondo ci credevano anche gli studenti di tanti anni fa, solo che mentre recitavo la filastrocca 'su qui e qua l'accento non va' a chi spasimava di diventare velina in tvvù, spalmare uno straricco e vivere di rendita, ed io prendevo frutta e verdura al mercato, costa di meno e lo stipendio era da ridere per non piangere, gli alunni invecchiati con la 'pelata' e un po' di pancetta in più si erano arrampicati come free climber esperti nei piani altolocati della nostra 'Milano da bere', dalla Sanità al Lavoro o alla Casa, allegramente avvinti come l'edera alla loro 'cadrega' , nonostante reimpasti e sdegnose dimissioni, sparite tempo zero.
'Verrà un giorno' , pensavo, ma vedo Manzoni redivivo ridere amaro, non è cambiato niente, le pubbliche amministrazioni fatte apposta per semplificare, o alleviare un problema sono rimaste ai tempi della pietra però con costi altissimi,con burocrazia imbecille, letteralmente 'senza bastone' ,( prof. una volta, prof. per sempre!) cioè sciocca , gli uffici non 'parlano' l'un con l'altro, e con le altre sedi ( poi queste sedi chiudono, nella mia via ci sono tre Provveditorati Pubblica Istruzione aperti e chiusi dopo pochi anni, e la luce accesa giorno e notte, e chi pagherà?)
Compiuter nuovissimi , a nostre spese, e già scassati, ahimè, per lunga e dolorosa pratica vado avanti e indietro per mia madre, ma non importa, per il rinnovo per i 'pannoloni' della mamma l'impiegata incolore mi ha dato il numero di telefono di questo ufficio, (martedì e giovedì dalle alle e stop) . Peccato che il numero in questione era perennemente occupato , spulciando sul mio pc ho trovato un altro numero e ho fatto il contropelo ad un'altra impiegata, lei si è scusata dicendomi che era terribilmente occupata, forse per prendere un caffè , lunghissimo.
No, grazie , il caffè mi dà soltanto rabbia, e una sensazione d' inutilità frustrante e irreversibile.
'Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...', carissimo Gaber, per noi un muro impenetrabile , e la solita vita.










lunedì 13 luglio 2015

Unplugged







Una bimba che ride,

una sera

d'estate

e la voce

'per sempre'

davanti al portone,

confusi,

felici.

Poi,

non sapere

chi sei ,

limbo

sospeso

tra sogno

e dolore.

E staccare la spina,

sollievo

dell' anima,

un viaggio

per

mai,

aprire la porta

e vai,

inseguendo

fragili voli.

E forse

racconti

di noi,

d' inutili

gingilli,

di me,

che non so.

Ma ti aspetto.
           





















domenica 5 luglio 2015

mercoledì 17 giugno 2015

domenica 14 giugno 2015

A riveder le stelle







Sera d'estate, caldo e zanzare , finestre 'en plein air' e ventilatori che sparano aria viziata , da 'vorrei ma non posso', domani lavoro - forse, tempo di crisi, con o senza Renzi , non cambia nulla - ma non riesco a dormire, mi affaccio al balcone per regalare poche gocce d'acqua agli assetati, vasi di gerani stitici e incolori, e rimango imbambolata a guardare la Luna, bella e lontana, irraggiungibile a noi mortali milanesi.
'La Luna, densa e grave, come sta , la Luna?' La Luna se ne frega di noi, che annaspiamo per arrivare a fine mese, tra bollette e rincari, 'il meglio deve ancora venire' dice 'il bomba', ma se penso ai ragazzi di primo pelo che trovano uno straccio di lavoro con il contratto a tutele crescenti, vale a dire un'elemosina e 'ricomincia dal via', l'insonnia, o qualcos'altro monta, e tanto!
Dalle stelle è ritornata #AstroSamantha (Twitter docet) ,tosta donna bolzanina che per quasi un anno ha volteggiato vezzosa tra esperimenti scientifici, piroette 'senza rete' e caffè a gravità zero nella piccola navicella internazionale , unica donzella d' amianto tra tanti Argonauti di tutte le nazioni. Chapeau , tanto di cappello, ovviamente spaziale.
Ma pensavo a tante donne che la mattina si alzano e avvitano bulloni, si incazzano per un pc che s'impunta o puliscono il naso al pupo , così, senza cinquettii , e tanta pazienza.
La Terra è splendida, vista da laggiù, una minuscola perla iridescente , immensi laghi blu e abissi profondi , lei non vede l'ora di tornare, forse ha qualcuno che l'ama, che la cinge stretta tra forti braccia , finamente in quiete .
Ma scoprirà cose che ,distratta, non aveva visto , la parte oscura di una umanità complicata e infelice, guerre, persone come bestie alla catena , e tanta indifferenza.
'E quindi uscimmo, a riveder le Stelle'. Io non so se scapperà via tra gli astri o imparerà a vivere in questo Mondo malato.
Io sto qui ben piantata sulla Terra, coccolo il mio gatto.
Sorrido e combatto.


lunedì 8 giugno 2015

L'orecchino di perla






La donna fissava,
distratta,
l'orecchino di perla,
finito chissà dove,
capelli
come pensieri,
e vita
in fuga,
sempre.
Forse un abbraccio,
Pietra
di Luna
d'inconsapevole
dono.
Forse
un bacio,
il battito
come
respiro,
carnale
verità
d'anime
alla deriva.
Lei
sa,
lei
non ricorda,
e la risacca
risale
sull' onda
silenziosa,
lei
sogna,
il cerchio
della Sorte
ritrovato,
ed i suoi occhi,
ardenti.












mercoledì 3 giugno 2015

L' Infinito








Dolce

inquietudine,

languida

chimera

su di noi,

provvisori,

calda

pulsazione,

vita,

e se ne va,

lasciando

amara

l'anima,

di pietra

il cuore.

Sfiori

occhi

ciechi,

tu.

Ed io

cerco

l'Infinito.




lunedì 25 maggio 2015

Effimera Bellezza





 
E paziente

riannodo

l'Effimera Bellezza

di vene e sangue,

la mia memoria.

Siamo angeli

dimenticati,

ma
adoro le tue

mani,

ebbra

falesia,

mia libertà.

Polvere,

scivola via,

è Nulla.

Tu

non ci sei,

e nebbia,

rimpianto.

A la battigia

torno,

al mio

Mare,

pietra

e sassi ,

vento

contrario,

trafigge

i marosi,

non ha

Tempo,

né Storia.

Danza

l' onda

fluttuante,

non ricorda.

Dal blu

profondo

sale,

ineffabile

amore

tra noi.




















































lunedì 18 maggio 2015

Hope - Speranza








Ho donato una Rosa, rossa di Spina,
Occhi d' Amante, volto d 'altre Mani.
Per chi sfugge, per chi osa ,per chi s' offre
E non sa di me, fior di Speranza.

domenica 10 maggio 2015

Frammenti




#MyShot

Frammenti
di
Esistenze,

da giù

rimbombi
assordanti,

ignari

crocevia

di vita,
di morte,

sospesi.

[Ne tengo ancora un capo]

e labile
la via,
oscuro
il cammino.

[Tu non ricordi]

ma
il suo
sorriso

giovane

m'intride
di dolore
infinito.

Non sappiamo
avere paura
della nostra

Paura.

E ancora

io temo,

Chi va e Chi resta.





lunedì 4 maggio 2015

Life







L'Amore non dà,

Insieme , si offre.

Forse si soffre , forse si dona.

E la Vita si Fa.

sabato 25 aprile 2015

Scatti







                                       Man Ray - Portrait


Io non so fotografare.
Le foto mi vengono mosse, sfocate, non dicono niente a voi, inesperta che sono.
Ma io scatto nella mia memoria la fila infinita di fame e disperazione alla mensa dei poveri, tutti uguali, e nudi.
Scatto gli occhi ciechi di mia madre, non mi vede o non ricorda, il tempo è un gran bastardo che azzera tutti i nostri attimi , ruba l'istante.
Scatto le tue parole , mi guardi ed io non ti capisco, e noia , sempre.
Scatto il bacio di un amor che fugge, scatto il senso che mi sfugge, muto al desiderio , asservito al dovere e legami, come catene.
Scatti mentali, da pensare e portare con me, viatico per l'esistenza.
Scatti. Della mia vita.

mercoledì 22 aprile 2015

Le Parole Tra Noi Leggere








Le parole
tra noi

leggere,

ma sassi

nella memoria,

e lacrime
non dette.

Eppure

vorrei volare

tra amore
e follia,

serrare le fila

di me,

di te,

abbandonati
al mare,

soffrendo
l'unico

Fato,

vivere.











domenica 19 aprile 2015

Per Sempre




Resisti
mio cuore,

malato
d'amore.

Ti perdo

nel mio Lago

 d'indifferenza,

nell'Anima
ti trovo,

e ancora
ritorno

alla mia brace,

alla tua mano

audace,

si fa memoria,
battito,

respiro.

Per sempre,

Esisto.






domenica 5 aprile 2015

Ricorda




Luce

che oscilla,

germinale

del mio Tempo,

immemore.

Ricorda,

o

dimenticami.

Quando

il Buio

sarà,

altre mani,

altri

occhi,

di giù

sorridono.

Ma

ancora

ci saremo,

ancora

ameremo,

d'incolpevole

infinita

innocenza.






martedì 24 marzo 2015

L'uomo che NON volle guarire




L'uomo si alzò, era mattino presto e si poteva dormire un poco ma lui era già sveglio, tra le lenzuola madide per i suoi sogni senza sonno , la luce filtrava invadente nella sua camera da letto disordinata e caotica, piena di libri e d'abbandono, frammenti di sapere , sabbia e oblio, da anni.
Vagabondando tra sedie polverose di fondi rinsecchiti di caffè ed instabili scaffali di cultura traballante e stantia si trascinò nel grande specchio brunito e guardò il suo volto, come tutti i giorni.
Vide una faccia stanca ,tumefatta da incubi e timori , dolorosamente segnata da profonde ferite, cicatrici nell'anima e nel corpo, lebbra antica che non andava via, anche a bestemmiare un Dio lontano, distratto dalle cose di una Umanità crudele , morto ai vivi.
No, non andava via, nel nerofumo appannato in controluce vedeva le stigmate di una vita in pena perenne ,cercava di lenire gli sfregi orrendi con unguenti meravigliosi comprati a caro prezzo da tutte le parti del Creato , dall'Africa misteriosa alla vergine Oceania, terra di confine , arcana e segreta.
S'era svenato per possedere le piccole, preziose fiale luminescenti , per umettare piano i segni del suo peccato, per pagare il fio ed essere pulito , dormire felice come un bimbo, senza colpa e malizia.
Ma c'erano ancora le impronte della sue sconfitte, fisiche, del suo corpo martoriato , e spirituali, il senso d'inutilità lo scavava in fondo all'anima ferita, e vagava spettrale nella stanza, si agguatava vicino alle pesanti tende damascate e spiava il mondo fuori, case, gente, vita, e lui forestiero, impuro.
A volte, di sera, quando la sua fame di vivere era insopportabile, prendeva un nero mantello ed usciva, come una droga sniffava il Mondo, gli odori di pioggia e d' alcova, di caldo e d'amore, gli bastava così, povero ladro d' istanti che non era altro.
Poi, scattaiolava via, malediva il Fato o il Destino su per le sale tristi , buie del suo palazzo dorato , malato.
Ogni giorno si avvicinava allo specchio, guardava il suo volto deformato e da bimbo obbediente ungeva le ferite con magiche creme, docile e testardo, scrutava le sue offese sulla pelle sperando in un miracolo, illuso, o disperato.
Una mattina l'uomo stava vagando nella camera sfatta , distratto guardò lo specchio e si fermò di botto, riguardò il simulacro che era il suo volto e si sentì mancare: le piaghe svanivano piano, le lesioni orrende non c'erano più, lo specchio ora rifletteva soltanto il suo viso, immune di ogni sventura.
S'era compiuto il prodigio, se divino o profano non è dato sapere, ma la lebbra era sparita, nello specchio vedeva solo il suo viso giovane, redento dal contagio e dalle sue paure.
Pazzo dalla felicità in un baleno corse in strada, al sole accecante, per lui bellissimo, adesso poteva guardare senza timore i bambini che giocavano, i panni stesi sui balconi, le donne che parlavano piano, tutto era bellezza e dono, adesso poteva non nascondersi più, e sorridere senza vergogna.
Vedeva il Bene ma scoprì il Male, lui che prima non sapeva, guardò nei suoi occhi il dolore innocente, la povertà vera, la fatica a vivere, a sopravvivere ai margini del Nulla.
Barcollò sgomento e vide il suo volto rispecchiarsi nello specchio di un negozio , vide la sua pelle increparsi di piaghe, il flagello ritornava. Doveva subito ritornare a casa, sbarrare le porte , non vedere , non sentire e essere salvo, e loro dannati.
Essere salvo, perchè? Salvo e non sapere il profumo di un sorriso, una mano amica , il sapore di speranza, di salvezza. Salvo? No, schiavo , per sempre.
E ritornò indietro, si arrese alla Vita.