Piove. Sopra e sotto. Sopra, Milano uggiosa di pioggia
autunnale, di esistenze precarie, di vita e di lavoro. Sotto, i miei pensieri poco
piacevoli delle notizie dei giornali, una spietata, e falsa, guerra morale ‘in
superficie’, grattando la crosta si vede l’ipocrisia spicciola scadente, da politica
di piccolo cabotaggio alla deriva, gridare
allo scandalo invece che tentare di costruire qualcosa di reale, che tenga nei
tempi insicuri di un’ Italia a scarto ridotto, leggo e mi viene da ridere, ridere amaro ma ridere, per non piangere…Non
entro nel merito della questione Cancellieri, non so niente di ingerenze
private nell’ambito pubblico e politico, il ministro mi sembra di polso, serve
lo Stato con dignità ed equilibro, super partes, come si dice, tra partiti
fluttuanti e intercambiabili come la
‘quattro stagioni’, non da mangiare, da azzannare, metaforicamente o no, l’uno contro l’altro. Quello che non mi
va giù è che se è ‘bianco’ è ‘bianco’ e ‘nero’ è ‘nero’, non viceversa, che gruppi e correntine politiche cambino
opinioni e schieramenti come cambia il tempo, se il ministro ha fatto bene o no
dipende dagli interessi di partito, mentre tutto è fermo, l’economia non
riparte , anche i ragazzi sognano di scappare via fuori da un Paese che non
riconoscono come loro, morto. Che si decidano, con chiarezza e senza coltelli. Un’altra
domanda : nel grigiume climatico e morale del momento, perché la notizia quasi
da favola bella , positiva dei ragazzi di S.Patrignano, che sono andati,
insieme ,uniti, a correre alla maratona di New York, una sconfitta podistica
che pare tanto una vittoria infinita, perché nei giornali ‘importanti’, l’hanno
spostata nelle ultime colonne, sacrificata alle solite beghe di soldi e di
potere? Domande senza risposta, come la pioggia di novembre, come noi, abituati
ad andare avanti, a sopportare, non a tacere.
lunedì 4 novembre 2013
lunedì 28 ottobre 2013
PAURA
Undicesimo piano
comprensorio Pantanella,
appartamenti anonimi
anonime persone
cenano tranquille,
mentre sale
la paura,
accompagna i gradini
apre la porta al cielo,
si vedono le stelle,
forse morire non fa male
fa
male il disamore
per chi
è fragile
di tracciare
un volto,
il suo
integro,
completo,
chiudere gli occhi
andar
giù
leggero,
senza dolore
senza pena.
Noi sani
restiamo al passo inerti,
responsabili
per tutta la vita.
venerdì 25 ottobre 2013
FA CHE LA MORTE MI COLGA VIVO
Ho acceso il pc al pomeriggio e ho cercato su internet
un detto di un artista a tutto tondo di tanto tempo fa, Marcello Marchesi,
‘l’importante è che la morte mi colga vivo’. Non mi ricordavo bene questa
frase, ci ho pensato riflettendo ai fatti di oggi sui giornali, notizie diverse
ma identiche sul significato stesso della cosa in sé, l’uomo , il suo destino e
il fine ultimo del suo agire. La prima notizia parla di un uomo normale, malato
di Sla, impegnato a difendere diritti e sostegni ai disabili gravi da parte di
uno Stato francamente indifendibile , impassibile al bene pubblico e umano, ha strappato un
impegno dal Governo per aumentare i fondi per le cure domiciliari, un impegno
che sembrava , in verità, soltanto una promessa , ma era contento dopo ore di trattative, è morto così, infarto, stress, malattia,
continuava a insistere ‘fate presto, non abbiamo tempo’, fragile soldato del
nostro tempo, assurdo e stupido .C’è poi un altro uomo, attore, comico gentile
e surreale, aveva il cancro, ha continuato a provare l’ultima piece teatrale con la chemio, ha ripetuto tante
volte battute e pause, l’ha zittito la morte, che non sa ridere…Sono notizie
opposte, per luogo e tempo, unisce l’uomo,
che non si arrende, che nonostante le batoste dell’esistenza ama e lotta, non sopravvive, vive, e nulla
è sprecato …
lunedì 21 ottobre 2013
FEBBRE
Ho
la febbre. Mi è venuta all’improvviso, tra le ultime ore di scuola e impegni
vari, non avevo niente, e poi, caldo, freddo, caldo, voglia di scappare via a
letto, un’aspirina e amen. Ma non si può, ho finito un racconto per un
concorso, devo consegnarlo in una libreria lontana, è l’ultimo giorno per
portarlo e zero voglia di sentir dire ‘è troppo lungo, corto, non fa ridere, mi
dica, lei non ha agganci con qualcuno, vero? Capisco, dia pure a me…’ Eppure si
va, Milano è in buona, cioè non c’è il sole, ma si sopravvive tra ragazzi che rotolano
da un istituto qui vicino, vecchio e cade a pezzi, insicuro, con scale
fatiscenti… aspettando il tram penso che è un ‘bene pubblico’, io lavoro, a
gocce, in una scuola privata, linda e ordinata, sopra gli specchi di efficienza
e cordialità organica finto personale c’è il niente sotto, di contatto umano e
cognizione completa di sé, si mira solo a studiare a memoria e non domandare,
nel crollo morale dei tempi fragili i nostri ragazzi annegano, e non lo sanno…
perdonatemi, ho la febbre, straparlo, e finiamola lì. Guardo le pagine del
giornale lasciato lì sulla pensilina del tram, solite cose, la ’manovrina’,
sembra un abito liso, da ricucire più volte a chi è ‘oversize’, si rattoppa e
si rompe da tutte le parti, comprarlo nuovo non è cosa, e quindi si cammina,
con una mano di qua e una di là, con la dignità intercambiabile di ministri che
si offendono, dibattono, propongono ma sono sempre lì, non si schiodano, operai
della politica o trapezisti sul filo che, comunque cadono sempre in piedi…ho la
febbre, passerà, abbiate pazienza. Lascio il racconto in quadruplice copia
manoscritta – ma non era meglio Word e stampante, una volta tanto? Oh, l’odore
di carta ‘fatta a mano’, vuoi mettere - vado a casa, con gente incolore e indifferente,
pensa a cosa mettere in tavola, un
taglio nuovo ai capelli, non a Lampedusa, agli sbarchi continui, ai morti
anonimi nascosti in fretta e in silenzio, al funerale d’obbligo senza una vera
lacrima, vernissage di disperati per tutte le stagioni, tende d’accoglienza che
scoppiano, i cessi neri, sbarrati, occhi di dolore in mezzo al mare ostile, disarmonia stridente con la facce neutre e
tranquille di una città in bilico tra consapevolezza e follia… ma è la febbre, sempre
la febbre, un’ aspra , spiacevole influenza dei miei pensieri , difficile da
domare.
lunedì 14 ottobre 2013
BRADIPOPEOPLE
I bradipi sono animali strani, simpatici ma
strani. Sono lenti. Tanto lenti. Nascono che già sono fiacchi, mangiano, si
accoppiano, vivono con una lentezza esasperante, escono di casa, vanno a
lavorare, leggono il giornale, litigano tra loro, riflettono o ci provano a
pensare, vanno al parlamento, approvano le leggi, tutto a passo di una lumaca
…non i veri bradipi, sono fatti così, lenti di natura, siamo noi, umani indecisi
della nostra società, qualunquisti e immobili, che non sanno neanche decidere
un fatto reale, oggettivo, persone o bambini con malattie gravi, che non
lasciano scampo, genitori impotenti chi
li vedono morire giorno dopo giorno e che non hanno neanche la possibilità di
provare, almeno, una terapia, non la soluzione certo, si tenta sempre, ma un
sollievo, una esistenza vivibile a chi non ha verità certe. Fatto: il ministro
della Salute Lorenzin ha bloccato la
sperimentazione del metodo Stamina, perché ‘pericoloso per la salute dei
pazienti’, perché ‘il metodo non è una cura’, l’Aifa, l’Agenzia Italiana del
Farmaco, ha vietato di proseguire le terapie di Stamina, spegnendo vita e
dignità di tanta gente piccola e grande, e le loro famiglie. Sono ignorante –
‘ignorans’, latino, che non sa, non capisce – di questioni mediche, burocratiche o, peggio, economiche , vedo
però sui giornali i volti spaventati, sconvolti dei genitori innamorati dei
loro bambini inchiodati dalla Sma o da altre malattie degenerative. La realtà
sa che i piccoli malati non andranno a
scuola, non troveranno un lavoro, non cresceranno, semplicemente ‘non’, possono però alleviare il dolore,
forse fermare, sbarrare la malattia, anche a costo di andare avanti e indietro per
gli ospedali, allora, perché provarci? La scienza va avanti, con scoperte,
intoppi e, purtroppo, buchi nell’acqua , vedi il ’metodo Di Bella’, centinaia
di persone che bussavano alla porta dell’anziano dottore portando un carico di
speranza infinita, ahimè, finita male. E’ lo sforzo di tutti, ricercatori senza
nomi e senza soldi ma con una volontà ferrea di trovare l’anello che ancora manca,
nella scienza e nell’esistenza , pensando ad un po’ di fama, certo, ma anche ai
bambini che li guardano, chiedendo da loro una favola bella, una favola per la
vita. E vanno avanti, sicuramente non da bradipi, anzi. Sono gli ‘altri’-
indifferenti, benpensanti, politici -
che restano al palo.
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