sabato 13 giugno 2015

A riveder le stelle







Sera d'estate, caldo e zanzare , finestre 'en plein air' e ventilatori che sparano aria viziata , da 'vorrei ma non posso', domani lavoro - forse, tempo di crisi, con o senza Renzi , non cambia nulla - ma non riesco a dormire, mi affaccio al balcone per regalare poche gocce d'acqua agli assetati, vasi di gerani stitici e incolori, e rimango imbambolata a guardare la Luna, bella e lontana, irraggiungibile a noi mortali milanesi.
'La Luna, densa e grave, come sta , la Luna?' La Luna se ne frega di noi, che annaspiamo per arrivare a fine mese, tra bollette e rincari, 'il meglio deve ancora venire' dice 'il bomba', ma se penso ai ragazzi di primo pelo che trovano uno straccio di lavoro con il contratto a tutele crescenti, vale a dire un'elemosina e 'ricomincia dal via', l'insonnia, o qualcos'altro monta, e tanto!
Dalle stelle è ritornata #AstroSamantha (Twitter docet) ,tosta donna bolzanina che per quasi un anno ha volteggiato vezzosa tra esperimenti scientifici, piroette 'senza rete' e caffè a gravità zero nella piccola navicella internazionale , unica donzella d' amianto tra tanti Argonauti di tutte le nazioni. Chapeau , tanto di cappello, ovviamente spaziale.
Ma pensavo a tante donne che la mattina si alzano e avvitano bulloni, si incazzano per un pc che s'impunta o puliscono il naso al pupo , così, senza cinquettii , e tanta pazienza.
La Terra è splendida, vista da laggiù, una minuscola perla iridescente , immensi laghi blu e abissi profondi , lei non vede l'ora di tornare, forse ha qualcuno che l'ama, che la cinge stretta tra forti braccia , finamente in quiete .
Ma scoprirà cose che ,distratta, non aveva visto , la parte oscura di una umanità complicata e infelice, guerre, persone come bestie alla catena , e tanta indifferenza.
'E quindi uscimmo, a riveder le Stelle'. Io non so se scapperà via tra gli astri o imparerà a vivere in questo Mondo malato.
Io sto qui ben piantata sulla Terra, coccolo il mio gatto.
Sorrido e combatto.


lunedì 8 giugno 2015

L'orecchino di perla






La donna fissava,
distratta,
l'orecchino di perla,
finito chissà dove,
capelli
come pensieri,
e vita
in fuga,
sempre.
Forse un abbraccio,
Pietra
di Luna
d'inconsapevole
dono.
Forse
un bacio,
il battito
come
respiro,
carnale
verità
d'anime
alla deriva.
Lei
sa,
lei
non ricorda,
e la risacca
risale
sull' onda
silenziosa,
lei
sogna,
il cerchio
della Sorte
ritrovato,
ed i suoi occhi,
ardenti.