venerdì 25 ottobre 2013

FA CHE LA MORTE MI COLGA VIVO





Ho acceso il pc al pomeriggio e ho cercato su internet un detto di un artista a tutto tondo di tanto tempo fa, Marcello Marchesi, ‘l’importante è che la morte mi colga vivo’. Non mi ricordavo bene questa frase, ci ho pensato riflettendo ai fatti di oggi sui giornali, notizie diverse ma identiche sul significato stesso della cosa in sé, l’uomo , il suo destino e il fine ultimo del suo agire. La prima notizia parla di un uomo normale, malato di Sla, impegnato a difendere diritti e sostegni ai disabili gravi da parte di uno Stato francamente indifendibile , impassibile  al bene pubblico e umano, ha strappato un impegno dal Governo per aumentare i fondi per le cure domiciliari, un impegno che sembrava , in verità, soltanto una promessa , ma era contento dopo ore di trattative,  è morto così, infarto, stress, malattia, continuava a insistere ‘fate presto, non abbiamo tempo’, fragile soldato del nostro tempo, assurdo e stupido .C’è poi un altro uomo, attore, comico gentile e surreale, aveva il cancro, ha continuato a provare l’ultima piece  teatrale con la chemio, ha ripetuto tante volte battute e pause, l’ha zittito la morte, che non sa ridere…Sono notizie opposte, per luogo e tempo, unisce l’uomo,  che non si arrende, che nonostante le batoste dell’esistenza  ama e lotta, non sopravvive, vive, e nulla è sprecato …