martedì 19 novembre 2013

Not In My Back Yard



 



Il mio gatto dorme tranquillo tra le mie ginocchia , sento il battito regolare del suo cuore, mi dà un senso di pace ,di sospensione della pena mentre la tv entra non invitata nella mia casa e vomita addosso immagini patinate ma crude del mondo reale : guerra, povertà , dominio fisico e morale l’ un contro l’altro armati e agguerriti, apocalisse quotidiana che frantuma chi è più fragile e disarmato , non rende e quindi non conta, si butta via, dopo aver spremuto tutto, attimi di godimento pagano di una umanità svilita e persa.’ Not in my back yard’, non nel mio giardino, penso subito, lo fanno tutti, purtroppo anch’io , guardando gli occhi profondi dei bambini, di donne, di persone violate per ingordigia o sfruttamento, animali come cose , da scarnificare e sacrificare nel nome della scienza o del denaro, non nel mio giardino, è meglio dimenticare , coltivare con  amore  micro-interessi spiccioli, pensare implica fare, condividere , agire, è più facile non  sapere e andare avanti con il vuoto totale dell’anima . Guardo il mio gatto, essere pulsante nella mia stanza, c’è, esiste, come sono vive tutte quelle persone che hanno il solo diritto di esistere nel ‘ mondo perfetto’  pieno di dolore, mi sono vergognata , come diceva un poeta forte e appassionato, Nazim Hikmet , devo ancora imparare a ‘non vivere su questa terra come un inquilino’, a credere ‘prima di tutto , all’uomo’, a sentire ‘prima di tutto, il dolore dell’uomo’ per godere dell’uomo, completo e unico.