mercoledì 16 aprile 2014

TEMPO DI QUARESIMA








Vita di ospedale, mia madre mi ha chiesto una saponetta e qualcosa per lavarsi, per decenza e perché nessuno, dico nessuno che venga da lei e l’aiuti a mettersi a posto, arrivo io al pomeriggio e trovo vestaglie da notte ,calzini usati sparsi qui e là sotto i letti e le carrozzelle  dei pazienti ( la sua non è fissata bene e quindi pericolosa, gliel’ho detto ai pochissimi  infermieri che ci sono , ma la carrozzella è sempre qui , sempre rotta da due mesi e per l’eternità, temo…) Non dico niente perché non c’è niente da dire ,raccolgo in un sacchetto le cose madide di sudore per portarlo a casa e lavarlo, non protesto neanche quando osservo che  il resto del pasto di mezzogiorno sta lì bel bello fino alle cinque del pomeriggio, tra residui di garze e bicchieri di plastica semi vuoti e che mia madre ha preso , non so da dove, un virus che dà , diciamo, ‘la sciolta’, l’han curata , evviva, ma è rimasta ‘ingolfata’  di che cosa lo si sa , per tanto ,tanto tempo, nonostante il campanellino rosso delle emergenze e le proteste delle altre ‘compagne di sventura’. E sono scappata, per codardia o rabbia impotente, cercando le saponette in un grande supermercato vicino a casa mia .Ero a piedi, sono uscita dal tram sballottata da universitari imberbi e ‘single’  con trolley e Tablet perennemente connessi,  una diaspora quotidiana  verso piatti pronti , insalatine monodose e lavoretti ‘partita iva’ , verso tempi migliori. Ho oltrepassato il grande parcheggio all’aperto , distrattamente ho guardato le macchine parcheggiate fuori e ho pensato ‘però, quanti camper che ci sono!’ Una piccola città, veramente ‘all’americana’, di auto e roulotte, motorhome e piccoli camper , con le tendine e i pacchi di bottiglie d’acqua allineati con ordine, fuori dalle porte di ‘casa’. Ho pensato che fossero i fuori-sede della vicina università, una sessione d’esame o qualche stage, poi ho visto i giocattoli per bambini, i panni stesi ad asciugare ,l’estrema usura delle ruote dei camper e ho capito che esiste l’ ’altra’ città nella città , fatta di difficoltà , pudore e disagio per loro, nella indifferenza più totale , crudele a chi non vede una via di fuga possibile , una liberazione  sofferta e comunque negata , senza riscatto. Tempo di Passione, ho pensato ,sì, lo so, sono negativa, ma la ‘quaresima’ dura, da anni ormai e non ne vedo la fine , una quaresima infinita di tutti noi,  poveri cristi .